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Geologia da toccare

by Admin
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geologia da toccare

L’idea era nata, uno spazio dedicato ai botroidi e alla geologia da toccare, un’ambiente dove entrando si possa respirare geologia, essere circondati dalla Terra, entrarci in contatto in modo semplice e alla portata di tutti. Il mio intento però era riuscire ad attirare più persone possibili ed in particolare persone nuove, non volevo solo geologi o amanti delle pietre ma gente di ogni genere, far conoscere una scienza tanto bella ed importante in modo divertente, come la stavo scoprendo io stesso giorno dopo giorno”. Lamberto Monti

Ma partiamo dall’inizio. Ecco cosa ci ha raccontato Lamberto Monti, il suo fondatore.

La scoperta dei botrodi di Luigi Fantini

Era il 1997 quando portai un amico marchigiano a vedere la Val di Zena e lui mi consigliò invece di andare a scavare ovunque, di valorizzare i miei studi, creando qualcosa per questo territorio, dove in pochi chilometri si incontrano realtà di sicuro interesse. In quel momento quell’indicazione mi rimbalzò quasi completamente, quasi perché in realtà un tarlo iniziò a lavorare. Pian piano quel tarlo fece il suo lavoro ed aumentò la voglia di creare qualcosa per la Val di Zena, terra che mi aveva donato tanto. Il Museo dei botroidi di Luigi Fantini è un piccolo spazio che conserva e promuove la più grande collezione al mondo di botroidi.

A volte il destino però ti porta su strade che non consideri affatto e così durante il rilievo del Castello, in una zona dove nessuno probabilmente più andava da almeno 20 anni perché pericolante, ad un certo punto compare la scritta Dash! Appaiono una ventina di fustini del detersivo degli anni 60/70 di cui pensavo personalmente che non avessero alcun valore, se non di pura curiosità per un oggetto che mi ricordava i primi anni di vita, invece Rivalta appena li vide riconobbe i “Fustini di Luigi Fantini”.

Infatti questi fustini contenevano dei sassi, i botroidi, raccolti dal famoso ricercatore bolognese e lasciati lì tra il 1976 e il 1977, queste date sono riportate sui giornali con cui i sassi erano fasciati e corrispondono al periodo di poco prima della sua morte avvenuta nell’ottobre 1978.  I botroidi sono sassi che a prima vista assomigliano a persone e animali, ed in particolare a madonnine con bambino. 

Si trattava di circa 300 botroidi, una bella collezione di cui si conosceva l’esistenza, ma non si aveva più traccia. Ci sembrò cosa giusta comunicare il ritrovamento alle istituzioni bolognesi, anche museali, ma queste sembravano interessate solo ad acquisire altro materiale, ma non particolarmente a promuoverlo o divulgarlo, probabilmente non consideravano di particolare rilevanza questa raccolta.

botroidi sono sassi che a prima vista assomigliano a persone e animali, ed in particolare a madonnine con bambino., geologia da toccare
Botroidi sono sassi che a prima vista assomigliano a persone e animali,
ed in particolare a madonnine con bambino. 

La pazza idea di mettere in mostra i botrodi

Siamo nel 2006, da qui inizia a prendere forma la pazza idea di creare un museo dedicato ai Botroidi! Chiaramente non si poteva sperare di trovare uno spazio pubblico nel territorio da poter destinare all’iniziale tutela dei botroidi, così decisi di mettere a disposizione una mia antica stalla nel borgo Tazzola vicino al Monte delle Formiche. Il luogo era inerente al tema, considerando che Fantini aveva una venerazione per il Monte e si era fatto seppellire proprio lì.

Il primo passo quindi fu quello di creare uno spazio dove contenere e tutelare i botroidi ed anche i fustini, che non meno avevano attratto la mia attenzione.

I botrodi in 10 metri quadri

Creare un’ennesima classica collezione di minerali a Tazzola sarebbe stata una gara persa in partenza, considerando che neppure nei maggiori musei i visitatori fanno a botte per entrare.

Volevo creare uno spazio differente, dove la geologia potesse divenire sexy (termine molto usato nella casa d’arte dove lavoravo) e dove si potesse respirare un’aria che rispecchiasse il carattere autentico di Luigi Fantini.

Mi venne nuovamente utile una mia esperienza lavorativa del passato, avevo infatti avuto il piacere di collaborare con un architetto che creava case con la Terra cruda e questa idea mi sembrava la più giusta per allestire lo spazio all’interno della stalla…..mettere della terra per parlare di terra (Geologia).

Così con Rivalta abbiamo iniziato a portare nella stalla le terre del territorio, sabbie gialle bolognesi, gessi, arenaria, argilla e disporle con un senso logico. Ci rendemmo conto che si poteva realizzare un viaggio di 80.000.000 di anni di storia del nostro territorio in 10 metri! 

Le terre e i minerali disposti senza barriere e vetrine rendevano più morbido l’approccio per tutti e portava ad una comprensione più semplice e diretta della geologia: meno leggere più toccare! Il tatto per guardare con le dita rendeva la conoscenza più piacevole e coinvolgente. 

Questa era la strada per creare un Museo a Tazzola e non fosse un’aggiunta inutile sul territorio, ma qualcosa che potesse essere giusto al territorio.

Ai bambini piace!  Trovano bello poter toccare ed anzi essere invitati a toccare i reperti quando di solito sono costretti a stare attenti ad ogni movimento. Di anno in anno le scuole aumentano ed i giudizi si mantengono favorevoli, anche gli insegnanti più scettici trovano la proposta valida.

La geologia da toccare

Il Museo si trova nel primo appennino bolognese nel territorio del comune di Pianoro (Bologna), in località Tazzola nella Val di Zena, uno dei pochi luoghi in Emilia Romagna e in Italia ad aver mantenuto conservata e tutelata la propria identità ambientale, paesaggistica e storica.

La particolarità del museo è la completa assenza di vetrine e barriere, il primo cartello che si incontra è “Si invita a toccare”. 

“Per abbattere le barriere fisiche e architettoniche ma anche quelle percettive e culturali, il museo dei botroidi ha realizzato “la geologia a portata di mano”, percorso tattile – sensoriale fruibile anche dalle persone con disabilita’. Una didattica senza frontiere, finalizzata a facilitare l’accesso al patrimonio culturale, valorizzando le pratiche rivolte all’inclusione. La visita permette di conoscere caratteristiche, forme e particolarità di fossili e minerali veri, toccando, manipolando e coinvolgendo attraverso sollecitazioni sensoriali.”

Visitare il museo

Si tratta di un percorso adatto a TUTTI, senza sistemi artificiosi. Vogliamo fare dell’accessibilità non uno strumento accessorio ma una parte integrante del museo.

La nostra missione è far vivere un’esperienza di conoscenza che possa accumunare tutti i visitatori nello stesso modo senza distinzioni.

Favorire autostima, autonomia, autosufficienza e offrire una diversa occasione di crescita.

Il museo è aperto e visitabile tutti i giorni in libertà seguendo le indicazioni di una guida cartacea ma se si vuole una visita guidata basta contattarci prima e sarà nostro piacere accogliervi.

Il museo è in Valle dello Zena (Bo).  Aperto tutti i giorni dal 1 marzo al 31 ottobre (dalle 9 alle 19) e gli altri giorni su prenotazione.

L’ingresso è a offerta libera e consapevole.

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