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Le improponibili avventure del Principe Sobello

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Le improponibili avventure del Principe Sobello

Le improponibili avventure del Principe Sobello del regno di Soddove sono il seguito del libro Chi è il Principe Sobello? Ve ne abbiamo parlato qui.

Il Principe Sobello, del Regno di Soddove è un Principe, che non ha nessuna delle caratteristiche che puntualmente si attribuiscono ai principi. E’ codardo, pigro, imbranato, stupido e poco incline a trovare una principessa da sposare.

Le improponibili avventure del Principe Sobello, mi ha fatto ricordare tutto il tempo l’Armata Brancaleone. Per chi ha visto il film, sa di cosa parlo, per chi non lo avesse fatto, ERRORISSIMO!

Vi racconto qualcosa di questo principe e come ebbe tutto inizio.

Un giorno, tramite i social networks, Fantachat, su Fairbook e Fessanger, la chat preferita di Sobello, frequentata da principi fannulloni, principi codardi e principi vanitosi, apparve la notizia che la Principessa Sobionda era stata rapita. Il Re, Sosserio, la propose in sposa a chiunque fosse riuscito a liberarla.

Nella chat con gli altri Principi, si iniziò a discutere su chi dovesse salvare la principessa…

– Io la salverei, se non fossi già fidanzato – osservò un principe.
– Io la salverei se non fossi impegnato a lavare tutti i piatti del mio regno – disse un altro.
– Io la salverei se non avessi già un impegno irrinunciabile a cui, converrete, non posso rinunciare, altrimenti sarebbe rinunciabile – disse un altro ancora. – Io la salverei se non dovessi affrontare un così lungo viaggio!
Io la salverei se non dovessi alzarmi troppo presto. Non è tanto per me, quanto per il mio letto, che ci rimarrebbe male.
– Io la salverei se non fosse inverno. Lo so che non è ancora inverno, ma prima o poi l’inverno arriverà.
– Io la salverei se non ci fosse un domani.
– Io la salverei, ma solo in compagnia, perché chi non salva in compagnia è un drago o è una spia. – Io la salverei se non fossi allergico ai salvataggi.
– Io la salverei… – scrisse infine Sobello.
E non gli uscì una scusa plausibile. Così la frase rimase a metà e tutti applaudirono e si convinsero di aver trovato l’eroe.

Eccome come il cuor di leone, Sobello, si ritrovò a dover salvare la Principessa Sobionda. E per farlo scelse un cavallo pigro e stanco che non lo avrebbe mai disarcionato, Sostanco (appunto) e uno scudiero che per lui avrebbe dovuto fare il lavoro sporco, Soppronto. Ah c’è anche un uccello che fa da navigatore satellitare. Si misero in cammino e arrivarono nel regno di Sovunque.

Il Principe, insieme al suo scudiero e il suo navigatore si incamminarono verso la torre dove era rinchiusa la Principessa, dovevano liberarla dalla strega Soscura e il drago Soffione.

Non vi dico ovviamente come va a finire, ma vi anticipo solo che cosi come il Principe, non è il solito delle fiabe, anche la Principessa, non sarà la solita da fiaba.

A proposito di Principesse, parentesi extra post per ricordarvi Le vere Principesse coraggiose.

I due autori Giuseppe Bordi e Domenico la Cava, mi hanno raccontato come è nato questo principe.

Giuseppe Bordi e Domenico la Cava fondatori dcasa editrice Lupo Blu
Giuseppe Bordi e Domenico la Cava

Le improponibili avventure del principe Sobello” è un racconto con struttura ed elementi della fiaba classica, ma rivisitati in chiave comica. L’ambiente è fiabesco ma presenta agganci continui alla realtà contemporanea, con risultato un mix di favola ed  ironia.

Proprio l’ironia è secondo noi uno strumento importante innanzitutto per far sorridere i bambini e smitizzare luoghi comuni e stereotipi della società di oggi, dalla tecnologia ai social, ma Sobello si propone al di là di tutto di coinvolgere i piccoli lettori (e non solo) in un’avventura appassionante che faccia al tempo stesso ridere di gusto.

E Lupo Blu nasce da questo intento, divertire (speriamo) con intelligenza, grazie all’esperienza che noi del Lupo, e cioè Giuseppe Bordi (scrittore molto noto presso i piccoli lettori) e Domenico Lacava (illustratore di gran parte dei suoi libri e non solo) abbiamo maturato in più di vent’anni di collaborazioni lavorative con i principali editori italiani. Ma soprattutto grazie ad una forte intesa creativa, rafforzatasi nel tempo, che spesso porta a fertili quanto rispettose “intromissioni” dell’uno nelle competenze dell’altro, perché secondo noi dal confronto fra i principali artefici di un lavoro creativo nasce un risultato superiore alla somma algebrica dei rispettivi contributi.

Lupo Blu Editore è appena nato, ma in poco tempo è già cresciuto tanto, e non si tratta certo di un’operazione improvvisata; si è concretizzata al culmine di un lungo percorso di maturazione e fisiologica, crediamo, gestazione. Oggi i cardini del nostro lavoro sono l’umiltà per non smettere di crescere ed imparare, l’esperienza, l’affiatamento lavorativo e, cosa che non guasta, un ottimo rapporto di amicizia.

L’intento è quello di proporre una produzione costante di pubblicazioni che coprano tutte le fasce di età dei giovanissimi lettori, con operazioni che puntino alla qualità: nel testo, nei disegni, nella stampa e nella comodità della fruizione, grazie agli ordini on line e alla presenza in genere su piattaforme che snelliscano l’attività editoriale e facilitino l’interazione con il pubblico. Insomma, in bocca al…Lupo Blu!

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